Malocclusione e mal di schiena

Si parla di malocclusione dentale quando i denti dell’arcata superiore non sono perfettamente allineati con quelli dell’arcata inferiore. In altri termini, la malocclusione dentale è un anomalo rapporto tra i denti della mascella e quelli della mandibola.

Malocclusione

Questa mancanza di allineamento tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore rappresenta, di fatto, un rapporto anomalo tra i denti della mandibola e quelli della mascella. Normalmente, mandibola e mascella sono perfettamente armoniche ed equilibrate, così da garantire il corretto svolgimento di attività fonetiche e masticatorie. La malocclusione dentale compromette questo equilibrio, arrivando a condizionare anche lo stato di salute generale del paziente.

Le Cause

Le cause della malocclusione dentale sono spesso ereditarie, il che significa che l’anomalia strutturale è tramandata geneticamente. La malocclusione dentale è una delle condizioni associate ai disordini temporomandibolari che si presentano quando i muscoli masticatori e l’articolazione temporomandibolare non riescono a lavorare insieme correttamente. Ogni volta che alteriamo la nostra naturale occlusione dentale, cioè il modo con cui l’arcata dentale inferiore e superiore si chiudono per toccarsi, sperimentiamo una situazione di stress dentale con tensione muscolare. I muscoli della mascella, della testa, del collo e delle spalle tenteranno di compensare, con posizioni altrettanto innaturali, generando una fastidiosa tensione, che può essere causa di una disfunzione temporomandibolare. Tutti i fattori sopra elencati possono generare tensione muscolare.

Sintomatologia

I sintomi relativi ai disordini temporomandibolari sono alquanto vari e non specifici. Non specifici significa che sono sintomi che si manifestano anche in altre patologie, è quindi di estrema importanza una corretta “diagnosi differenziale”, cioè saper identificare quale sia il problema che provoca la comparsa di quel sintomo tra i tanti possibili.
La seguente è una lista dei sintomi che presentano i pazienti con disordini temporomandibolari, alcuni sono molto comuni altri meno:

  • dolore o rumori (schiocchi oppure sfregamento) all’articolazione della mandibola;
  • limitazione o deviazioni dell’apertura della bocca;
  • mal di testa;
  • dolore e affaticamento ai muscoli del viso;
  • mal d’orecchio;
  • riduzione dell’udito;
  • dolore agli occhi o intorno agli occhi;
  • affaticamento della vista;
  • capogiri e vertigini;
  • formicolio o intorpidimento alle mani e alle braccia;

Altre condizioni associate ai DTM

  • Bruxismo ovvero l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questa attività è presente soprattutto durante il sonno, anche inconsapevolmente, e soprattutto nei periodi di maggiore stress o tensione. Può sollecitare in modo eccessivo le ATM e causarne l’infiammazione.
  • Tensione dei muscoli della testa e del collo.
  • Situazioni psicologiche eccessivamente stressanti.
  • Traumi diretti al volto, come colpo alla mandibola, estensione o stiramento eccessivi della capsula articolare, compressione dell’articolazione temporo-mandibolare.
  • Abitudini scorrette, dette parafunzioni, quali: mordicchiamento di labbra, guance e lingua.
  • Mangiarsi le unghie, uso frequente di gomme da masticare.
  • Assunzione di una postura scorretta.
  • Artrite, artrosi.

Terapia

Il dentista specializzato in gnatologia può alleviare il disturbo del paziente con l’utilizzo di specifici dispositivi intraorali, chiamati splint o bite, che non devono causare né fastidio né dolore. Lo splint è un’efficace terapia nel trattamento dei disordini temporomandibolari. Si tratta di un dispositivo rimovibile, di solito in resina trasparente, che ricopre la superficie dei denti superiori o inferiori utile a ristabilire l’armonia e il corretto equilibrio tra i muscoli e l’articolazione temporomandibolare, con lo scopo di ridefinire i rapporti tra il mascellare superiore e inferiore. Per questo motivo l’utilizzo dello splint deve essere accuratamente progettato, in un’ottica medica olistica che consideri ciascuna persona nella sua unica specificità.

L’odontoiatra deve essere affiancato da altri professionisti

Quando la causa che ha scatenato o ha contribuito alla sintomatologia non si limita ad un’occlusione scorretta o a bruxismo, ma altre variabili sono coinvolte, l’odontoiatra deve essere affiancato da altri professionisti.
Il fisiatra, il chiropratico, il fisioterapista, l’osteopata che sono importanti nel trattamento dei pazienti che lamentano dolore o rigidità al collo, alle spalle, alla schiena e che necessitano di interventi mirati in sedi diverse dal cavo orale.
Il neurologo è indispensabile nella valutazione di pazienti che presentano cefalee non correlate a malocclusione dentale e bruxismo, oppure di pazienti con reali lesioni nervose sia al sistema nervoso periferico che al sistema nervoso centrale.
La terapia dei disordini temporomandibolari prevede un approccio multidisciplinare, che comprende una serie di interventi volti a migliorare la funzionalità dei vari distretti dell’organismo che possono essere coinvolti. Sarà quindi l’odontoiatra, dopo una prima analisi, ad individuare quale sia lo specialista più adatto al problema.
Fonte: parodontite.it