Quando le fake news interessano anche i denti

Vengono indicate come Fake News anche se spesso molte notizie non sono false ma “esagerate”, per creare attenzione, sensazionalismo o per portare più visite a un sito. Se si tratta di notizie di costume o argomenti di colore il danno è minore. Diverso è se riguardano la salute.

“Collutorio: usarlo spesso farebbe male a cuore e arterie”

Questo è il titolo di un articolo, che nel sottotitolo consiglia: “Occhio all’igiene orale: un uso sregolato di questo disinfettante potrebbe causare problemi cardiaci. A rivelarlo è il Dr Nathan Bryan dell’Università di Austin”.
Quindi non un parere ma una affermazione supportata da una ricerca clinica. Leggendo l’articolo apprendiamo che la notizia è stata ripresa da un altro sito generalista il Daily Mail, che riportava le affermazioni fatte dal dott. Brayan durante 36ª convention annuale dell’American Naturopathic Medical Association (ANMCB). Ovvero, sintetizzando il pensiero, i risciacqui con collutorio eliminano i batteri buoni e quelli cattivi quindi, secondo il ricercatore, il continuo uso del prodotto comporterebbe la diminuzione dell’ossido nitrico che, leggiamo, “potrebbe essere causa di un aumento della pressione arteriosa, tale incremento potrebbe arrivare fino a 26 mmHg. Il che causerebbe una vera e propria forma di ipertensione“.

Ipertensione contro parodontite

“Stabilito che l’aumento della pressione arteriosa rappresenta un rischio e non una patologia -spiega il prof. Massimo Gagliani coordinatore scientifico per l’area odontoiatrica del Gruppo Edra- andrebbe chiarito al naturopata che esiste un’ampia letteratura che dimostra stretta correlazione tra malattia parodontale (generata dai batteri non uccisi, se non dal collutorio) e le patologie cardiovascolari”. “La mia posizione è ovvia”, chiarisce il prof. Gagliani che rilancia: “quello che mi risulta meno ovvio è il ruolo che la stampa generalista si arroga in ambito di questioni scientifiche”. Però la giornalista che ha firmato l’articolo ha seguito le regole: riportato la fonte, la notizia era supportata da un valore scientifico. Perché deve essere colpa sua?

Bisogna verificare le fonti

“Il punto -spiega Silvia Bencivelli, giornalista scientifica conduttrice televisiva laureata in medicina- è che un giornalista deve fare il giornalista anche quando tratta di scienza, e invece spesso vive una specie di senso di soggezione verso il cosiddetto esperto e se ne dimentica”.
“Fare il giornalista -continua- significa tra le altre cose verificare le fonti. Anche nel caso in cui il giornalista non conosca la medicina né l’autorevolezza della fonte a cui si è ispirati, verificare significa chiedere un’opinione ad almeno un altro esperto”.

Leggi consapevolmente

Non sempre basta che la notizia provenga da una rivista con Impact Factor.
Bencivelli ricorda come, anche su riviste scientifiche “decenti”, possano capitare ricerche “fuffa”. “Quindi mai abbassare la guardia”, suggerisce concedendo delle attenuanti alla collega che ha scritto il pezzo sul collutorio. La soluzione per il lettore è quindi quella di valutare con attenzione la fonte, selezionare le informazioni cominciando dal selezionare il giornale da cui le attinge.

Investire contro le fake news

“Il tempo è un investimento” dice Bencivelli. “Bisogna pagare perché chi informa possa studiare, approfondire, maturare, e poi in seconda battuta capire come valutare una notizia, verificarla come si deve, inquadrarla correttamente, chiedere secondi e terzi pareri”.
Fonte: odontoiatria33.it