Come capire se il dentista sterilizza gli strumenti

Tutti diamo per scontato che i piatti e i bicchieri di un ristorante siano disinfettati nella lavastoviglie e ci piace mangiare in posti dove la cucina è a vista, separata dalla sala da vetrate ma visibile da chi sta mangiando al tavolo: un segno spesso distintivo di qualità e di garanzia di pulizia.

Oggi, considerando la pandemia da Covid19 che abbiamo attraversato e che stiamo ancora vivendo, siamo tutti più attenti al rischio di contagio da virus e batteri e ci impegniamo a capire se tutti rispettano le regole, in particolare i medici e dentisti ma anche tutti gli altri operatori che lavorano a stretto contatto con il nostro corpo.

In questo momento la paura concentra la nostra attenzione sul Coronavirus, fino a qualche mese fa si temeva invece l’HIV, il virus dell’AIDS ma in realtà i veri responsabili delle infezioni gravi sono i virus dell’Epatite B e C oltre che a herpes e tubercolosi.

Quindi è importante non preoccuparsi solo di SARS-CoV-2 e delle regole di protezione ad esso associate: in ambiente medico il rischio di infezione riguarda anche patologie molto più gravi e non è solo con l’uso dei guanti, della mascherina, della visiera o dello scafandro che possiamo evitarle.

In uno Studio Dentistico la sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici è fondamentale!

In uno studio dentistico non è semplice comprendere se i protocolli di disinfezione e sterilizzazione vengono rispettati costantemente. Per questo motivo vogliamo chiarire le idee ai nostri pazienti, rispondendo ad alcune domande che che riceviamo di frequente in questo periodo.

È facile per un paziente capire se è entrato in uno studio dentistico dove le procedure di sterilizzazione sono rispettate?

Purtroppo no, per questi motivi:

1) i pazienti non sanno come deve essere pulito uno strumento per essere sicuro;

2) i pazienti non sanno quali strumenti devono essere sterili e quali possono essere solo disinfettati;

3) i pazienti possono controllare solo le primissime fasi della loro seduta (a differenza della cucina a vista del ristorante) cioè da quando entra in sala d’attesa a quando si siede sulla poltrona del riunito e apre la bocca per iniziare l’intervento. I successivi 30-60 minuti sono quelli in cui il paziente si fida del suo dentista.

Cosa significa disinfettare uno strumento e quando, invece, lo stesso è sterile?

La disinfezione uccide la maggior parte dei batteri e virus pericolosi (quindi non tutti) mentre la sterilizzazione azzera completamente la presenza di microrganismi pericolosi: solo in questo caso lo strumento è sicuro e non può infettare il paziente.

Perché è necessario sterilizzare gli strumenti?

Per evitare le infezioni crociate, cioè quelle trasmesse attraverso gli strumenti da un paziente all’altro o dal paziente al dentista/assistente e da questi al paziente successivo.

Il dentista può applicare procedure di protezione e sterilizzazione più rigorose solo per i pazienti infetti o a rischio?

Assolutamente no per questi motivi:

1) un paziente può dire di essere sano mentre non lo è;

2) una paziente può non sapere di essere infetto perché non ha fatto esami del sangue (l’epatite può esordire con i segni di una banale influenza e rimanere nascosta);

3) una persona può essere stata infettata il giorno prima della seduta dal dentista ma non sa ancora di essere malata (i sintomi di alcuni virus come HIV possono comparire anche dopo 1 mese dall’infezione).

Quindi tutti i pazienti devono essere considerati infetti per garantire la massima protezione dalle infezioni crociate.

Cosa si può disinfettare?

La disinfezione può essere limitata a tutto ciò che non entra in contatto diretto con la bocca dei pazienti poiché è altamente improbabile che una persona tocchi direttamente con la bocca o i denti queste parti:

• mobili della sala clinica;
• la poltrona;
• i cordoni degli strumenti;
• la bacinella in ceramica dove la persona risciacqua.

Cosa invece deve essere sterilizzato?

La sterilizzazione, invece, deve essere applicata a tutti gli strumenti che entrano nella bocca del paziente e vanno a contatto con sangue e saliva:

• specchietti, sonde e pinzette;
• turbine e manipoli a cui si attaccano le frese (anche queste da sterilizzare);
• uncini della diga;
• pinze chirurgiche;
• strumenti di ortodonzia;
• cucchiai di metallo per prendere le impronte;
• siringhe dell’anestesia.

Ci sono anche strumenti monouso?

Alcuni strumenti sono monouso in quanto vengono buttati dopo l’utilizzo quindi non richiedono procedure di sterilizzazione:

• aghi e fiale dell’anestesia;
• fili di sutura;
• strisce per lucidare le otturazioni, anellini metallici;
• cannule dell’aspirazione e puntali monouso della siringa aria/acqua.

Come faccio a capire se uno strumento è stato sterilizzato?

Lo strumento sterilizzato deve essere imbustato e aperto davanti al paziente: il paziente deve pretendere che lo strumento imbustato venga aperto davanti ai suoi occhi, non deve essere già aperto sul vassoio.

Allo stesso modo il paziente deve pretendere che la turbina e il contrangolo siano sterili e la busta aperta al momento della seduta. Non è sufficiente che siano puliti con un panno e il disinfettante esterno in quanto i virus si annidano nei meccanismi interni e vengono espulsi durante l’utilizzo infettando la persona.

NOTA PER GLI UTENTI: Le informazioni fornite in questo articolo sono di natuta generica e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico.

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