Dolore alla mandibola: come alleviarlo

Ti è mai capitato di avvertire strani dolori al collo, alle tempie, agli zigomi, alla mandibola e al condotto esterno dell’orecchio? Se il fastidio si accentua quando sbadigli o dopo aver masticato un chewing gum non ci sono dubbi: i tuoi muscoli della masticazione sono “fuori squadra”. Come se volessero andare dalla parte opposta dei denti e ogni volta che devono far combaciare le due arcate dentarie, per triturare il cibo, compissero un grande sforzo.
Così, tensione dopo tensione, i muscoli dell’articolazione temporo-mandibolare (in breve, atm) cominciano a dolere al punto che fatichi a spalancare la bocca in uno sbadiglio o in una grassa risata.

Cosa fare per rimettere in asse l’atm, una delle articolazioni più complesse e delicate?

Se le arcate dentarie inferiori e superiori non combaciano bene, causando malocclusione dentale, occorre fare un’accurata valutazione clinica da uno gnatologo (un dentista specializzato), che rileva la ridotta apertura della bocca, con frequente deviazione della mandibola a destra o a sinistra, e una palpabile tensione muscolare.

Questione di allineamento

In genere si tende a incolpare delle alterazioni muscolo-articolari il dentista per lavori malfatti, quali “ponti” e capsule non eseguiti a regola d’arte. Basta infatti avere un molare più alto o più basso di un millimetro per accusare col tempo disturbi alla masticazione e creare le condizioni perché muscoli importanti, quali il temporale e il massetere, non siano più allineati al “gioco di squadra”.

Il vero nemico della mandibola è lo stress

In realtà, il responsabile delle disfunzioni dell’atm non è il dentista ma un nemico che conosciamo bene: lo stress. Senza accorgersene, mentre lavoriamo al computer, guidiamo nel traffico o assolviamo un compito importante, teniamo i denti stretti. Così, il cosiddetto spazio libero occlusale, che dovrebbe sempre esistere tra la mandibola e la mascella, scompare e l’atm non si rilassa mai. Specie quando il serramento diurno è associato al bruxismo, il digrignamento notturno che consuma i denti e logora la muscolatura.

Prima usi il bite

Poiché la mandibola si riposa solo quando viene ricreato lo spazio libero occlusale, sia di giorno sia durante la notte, la prima misura da adottare è la creazione di un bite confezionato su misura, da indossare tutte le notti, per evitare il bruxismo e consentire all’atm di trovare la sua fisiologica posizione di riposo. Per prendere le impronte delle arcate dentarie, necessarie per la costruzione del bite, si può utilizzare prima un apposito dispositivo orale, chiamato spring device. Questo dispositivo consente lo streching dell’articolazione, per sciogliere i muscoli ipercontratti e riallinearli in maniera dolce.
Il bite è realizzato in resina trasparente sottilissima e a prova di disagi. Ha uno spessore di circa 17 millimetri, utile per ricreare lo spazio libero occlusale e detendere la mandibola serrata dallo stress. Va indossato tutte le sere prima di andare a dormire, solo sull’arcata dentaria inferiore, e periodicamente controllato dal dentista. Per decondizionare il cervello, vero centro regolatore dei muscoli, e inviargli nuovi input corretti occorrono almeno tre mesi. Ma in alcuni casi è necessario dormire in compagnia del bite anche per 1-2 anni consecutivi.

Poi sistemi i denti

Solo dopo aver riequilibrato l’atm grazie al bite, è possibile intervenire sui denti, correggendo eventuali difetti di occlusione in due diversi modi. Si possono rifare le capsule in ceramica malfatte o usurate dal tempo in modo da rialzarle in maniera simmetrica rispetto agli altri denti. Oppure, si possono alzare i denti naturali più bassi o consumati dal tempo con del materiale in composito, che viene addizionato senza bisogno di limare la superficie occlusale.
Fonte: starbene.it