La salute inizia dalla bocca

Negli ultimi decenni numerose evidenze cliniche hanno dimostrato un’associazione tra una scarsa salute dei denti e della bocca e malattie cardiovascolari, diabete, patologie polmonari, complicanze ostetriche.
Le malattie parodontali potrebbero avere quindi gravi effetti sistemici attraverso la disseminazione per via ematica di batteri patogeni, e anche attraverso il ruolo negativo esercitato dall’infiammazione.

Ma quali sono pericoli e infezioni più comuni del cavo orale, e come evitarli?

I denti tagliano e triturano il cibo, lingua, labbra e guance lo rimescolano e il palato aiuta a compattare il bolo, che verrà spinto nell’esofago e poi nello stomaco per la digestione. Se la salute inizia a tavola, la corretta igiene della bocca deve essere il primo passo verso la salute di tutto il nostro corpo. E per questo è fondamentale mantenerla in salute, perché infiammazioni, afte e gengiviti sono sempre in agguato, pronte a trasformare un pasto gustoso in un’esperienza spiacevole. Ma quali sono i principali disturbi del cavo orale? E come evitarli?

Lotta ai batteri

lotta-ai-batteriPer iniziare, è bene ricordare che il nemico nel caso di denti e gengive è sempre lo stesso: i batteri. Microorganismi che si riproducono grazie ai residui di cibo presenti nella bocca e formano la placca batterica, una pellicola incolore che ricopre i denti. Se non viene rimossa correttamente, con il tempo calcifica trasformandosi in tartaro, uno strato solido che può essere rimosso solamente dal dentista. Placca e tartaro irritano la gengiva e rappresentano un terreno di coltura per i batteri, che peggiorano la situazione dando luogo a infezioni.

Gengivite

Nel caso di un’infiammazione comune si parla di gengivite, un disturbo caratterizzato da gengive gonfie, sensibili e arrossate, che causano dolori durante la masticazione e sanguinano quando ci si lava i denti.

Parodontopatia

Se l’infiammazione si estende ai tessuti che sostengono i denti si trasforma in parodontopatia: il tartaro si insinua sotto la gengiva e forma delle tasche in cui continua ad accumularsi la placca. I sintomi sono gengive gonfie, doloranti, morbide al tatto e di colore più acceso. Se non si interviene tempestivamente i tessuti possono deteriorarsi , determinando la mobilità e poi la caduta dei denti.

Stomatite

Se l’infiammazione della gengiva si estende ad altre aree della bocca, come palato, labbra, lingua e interno delle guance, si parla invece di stomatite. I segni evidenti del problema sono un esteso arrossamento della mucosa della bocca, il sanguinamento delle gengive, l’alito pesante, la presenza di lesioni ulcerate e afte e persino febbre. Il risultato è un dolore alla bocca, che si accentua durante la masticazione e quando si bevono liquidi caldi.

La prevenzione per la salute orale

Tutti i disturbi citati possono creare problemi per l’alimentazione e per lo stato di salute generale, e hanno comunque un’origine comune: scarsa e trascurata igiene orale. La prevenzione parte dal corretto lavaggio dei denti:
• spazzolarli sempre entro 20 minuti dalla fine dei pasti;
• lavare per almeno tre minuti pareti interne ed esterne, andando dalla gengiva allo smalto;
• cambiare spesso spazzolino e usare un buon dentifricio ad azione antibatterica;
• utilizzare sempre il filo interdentale ed effettuare periodicamente sciacqui con il collutorio igienico per prevenire la formazione della placca.
Inoltre, qualora si sviluppasse un processo infiammatorio a carico delle gengive, è importante prevenire le complicazioni ricorrendo al trattamento tempestivo dell’infiammazione con collutori curativi.

Denti in salute anche a tavola

salute-orale-a-tavolaA tavola è possibile limitare i rischi seguendo una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura e di vitamine, la cui carenza può favorire l’insorgere di infiammazioni del cavo orale. Attenzione inoltre ai cibi ricchi di zuccheri e amidi, agli alcolici e al fumo di sigaretta. Questa sostanze danneggiano i denti e favoriscono la formazione del tartaro.

I controlli periodici dal dentista

Fondamentale infine recarsi periodicamente dal dentista: ogni sei mesi, anche se non si hanno sintomi o fastidi, perché i piccoli problemi in fase iniziale sono più facili da curare, mentre un disturbo trascurato può produrre danni a lungo termine.
Fonte: repubblica.it