A tavola dopo il dentista

Sapevi che basta un caffè bollente, bevuto appena fuori dallo studio del dentista, per pregiudicare un’otturazione? E che, dopo un’estrazione, non devi limitarti ai “liquidi” ma puoi gustare anche un buon piatto?
«Dopo un intervento i pazienti vogliono sapere cosa mangiare e come comportarsi, ma non sempre si ha tempo per spiegarlo», spiega Roberto Nassisi, odontoiatra. Ecco quindi alcune regole da applicare a tavola per un’alimentazione salvadenti.

Sei reduce da un’otturazione

Grazie all’anestesia, otturazioni e devitalizzazioni non fanno più paura. Tranne nei casi di interventi estesi o complicati, tutto si risolve nel giro di poche ore e il fastidio non dura che qualche giorno.
«Per mangiare è meglio aspettare finché l’effetto dell’anestesia si è esaurito, altrimenti rischi di morderti le labbra o le guance», consiglia il dottor Roberto Nassisi. «Poi, subito dopo un’otturazione, evita bevande e cibi molto caldi o freddi: con i nuovi materiali le temperature eccessive provocano contrazioni o dilatazioni che pregiudicano l’indurimento della resina. I batteri, così possono infiltrarsi più facilmente». Per i primi 3 giorni dopo l’intervento metti a tavola cibi morbidi a temperatura ambiente, come le creme di verdura, gli gnocchi, il riso ben cotto.

Hai subito un’estrazione

Forse sei reduce da un ascesso, oppure hai dovuto togliere il dente del giudizio. «Nelle ore successive è importante far riposare la bocca per dar modo al trauma di riassorbirsi, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione», avverte il dottor Nassisi.
«Nel giorno dell’intervento è preferibile mangiare solo cibi freddi come yogurt, centrifugati e creme di verdura: favoriscono la vasocostrizione», raccomanda l’odontoiatra. «Poi, finché non saranno tolti i punti (dopo una settimana), vanno evitate le caramelle e altri cibi appiccicosi difficili da rimuovere. Potrebbero rimanere nella zona della ferita e creare infezione».

Ti sei sottoposto a un impianto

Oggi gli interventi di implantologia sono mininvasivi, con dolore e gonfiore ridotti al minimo. In più, di solito, viene effettuato il carico immediato, cioè estratto un dente si posiziona subito al suo posto un impianto e una corona provvisoria. Insomma, non dovrai andare in giro con antiestetici “buchi”, ma qualche attenzione è indispensabile dopo un intervento che rimane comunque impegnativo.
«Per diversi giorni bisogna stare attenti a cosa si mangia: se subisci un trauma la stabilità dell’impianto può venir meno», avverte Nassisi. «E può bastare anche un pezzo di pane un po’ duro». Quindi, evita i cibi che richiedono una masticazione “impegnativa”, o quelli che ti si potrebbero infilare tra i denti. Preferisci invece piatti freddi e morbidi come frullati di frutta fresca e yogurt, passati di verdura o legumi, del buon pesce al vapore.

Il dentista ti ha curato le gengive

Le gengive infiammate spesso sono il prodotto di una cattiva igiene dentale, ma possono anche nascondere una malattia del parodonto, cioè del tessuto di sostegno del dente che, se non curata, tende a peggiorare sempre di più, con il risultato che i denti alla fine perdono stabilità», avverte Nassisi. «Per arginare il problema oggi si ricorre alla microchirurgia e al laser, rivedendo poi radicalmente l’igiene dentale quotidiana, che deve diventare scrupolosa».
Con le gengive dolenti, che sanguinano alla minima pressione, è meglio portare in tavola piatti freddi o tiepidi. Ottimi i centrifugati, creme di verdura e frullati, un pieno di vitamine che aiuta davvero la guarigione.

Dopo l’igiene sono comparse le afte

Queste ulcere compaiono sulle mucose del cavo orale e può succedere anche dopo una seduta di igiene orale. Se ti vengono non è colpa dell’igienista: significa che le tue difese immunitarie erano basse; ti stai stressando troppo e la pulizia ha forse “acceso la miccia” di un fuoco che comunque doveva inevitabilmente divampare.
Con la bocca infiammata il contatto con qualunque cibo può essere fonte di dolore e bruciore insopportabili. «Da evitare i piatti caldi e gli alimenti molto acidi, piccanti o dolci: quindi limone, aceto, succhi di frutta», dice Nassisi. «Ok invece a yogurt naturale e frullati alla banana. Ottimi i centrifugati di verdura ricca di betacarotene come la carota, un ortaggio toccasana per le mucose».

E chi porta l’apparecchio cosa mette in tavola?

Le “macchinette” per raddrizzare i denti oggi si portano a tutte le età, ma è l’adolescenza il periodo in cui vengono prescritte più di frequente. «E non pochi ragazzi, portatori di apparecchio, anche per le maggiori difficoltà di pulizia che porta con sé, finiscono con il trascurare l’alimentazione, in un’età in cui invece la necessità di nutrirsi bene è fondamentale», spiega Roberto Nassisi. Ma una cucina sana e appagante è tutt’altro che preclusa in questi casi, anche perché i tempi dell’ortodonzia possono essere lunghi.
Fonte: https://www.starbene.it/salute/problemi-soluzioni/denti-cosa-mangiare-dopo-dentista/