Storia del chewingum

I primi consumatori di gomme da masticare furono probabilmente gli antichi Greci. Tra il popolo ellenico era infatti diffusa l’abitudine di masticare la resina essiccata della pianta di “lentisco”, detto anche albero del mastice. Più che per il puro piacere di farlo, i Greci masticavano questo antenato del chewingum per rinfrescare l’alito, ma anche per conservare il candore dei denti e curare dolori di stomaco e problemi gengivali.

Proprietà antibatteriche, antidiarroiche e antiossidanti

Oggi come allora, il lentisco più adatto alla produzione di chewingum è quello presente nell’isola greca di Chios, a cui la natura vulcanica del sottosuolo conferisce aromi particolarmente apprezzati, che regalano una sensazione di freschezza e pulizia. Il mastice di Chios è adatto anche ad altri usi; sempre in odontoiatria, viene utilizzato nelle paste per dentiera, mentre nell’industria alimentare si utilizza per aromatizzare vini e liquori.

Il chicle

Mentre i Greci apprezzavano il Chios, i Maya dell’America Centrale masticavano il “Chicle”, dato dal lattice dell’albero della Sapotilla.
Il chicle ha rappresentato una delle basi di partenza per la produzione del chewingum moderno, anche se oggi questi prodotti utilizzano prevalentemente composti di sintesi.

Il chewingum è efficace contro la carie?

Sebbene la gomma da masticare non possa sostituire l’azione del filo interdentale, né tanto meno quella del dentifricio e dello spazzolino, i chewingum senza zucchero possono comunque apportare un certo beneficio nella prevenzione della carie:

  • svolgono un’azione meccanica di rimozione dei batteri;
  • aumentano la secrezione di saliva (che contiene immunoglobuline, lisozima e bicarbonati che tamponano l’acidità);
  • esplicano una modesta attività antibatterica, grazie allo xilitolo.

Masticare per dieci minuti un chewing gum non zuccherato riuscirebbe a “intrappolare” circa cento milioni di batteri, riducendo del 10% il potenziale microbico della saliva. In particolare, la proprietà di ritenzione antimicrobica delle gomme da masticare sarebbe più efficace nei primi trenta secondi di masticazione. Trascorso questo lasso di tempo, diminuiscono l’elasticità e l’adesività del chewingum sui denti e con esse la capacità di trattenere un elevato numero di batteri.
Fonte: my-personaltrainer.it