Mangiarsi le unghie è l’anticamera del bruxismo

Chi è ansioso lo sa: per abbassare la tensione nei momenti difficili non c’è niente di meglio che smangiucchiarsi le unghie o ruminare un chewing-gum. Queste abitudini anti-stress un po’ maleducate, però, possono essere l’anticamera di un problema ben più serio per la salute dei nostri denti: il bruxismo, ovvero la tendenza a digrignare i denti, un problema che a lungo andare rischia di compromettere l’integrità dello smalto oltre che favorire l’insorgenza di dolori all’articolazione della mandibola.

Tutti gli antidoti allo stress

Masticare chewingum, rosicchiare le unghie e dignignare i denti durante la notte sono movimenti del cavo orale ripetitivi e automatici che aiutano il cervello ad allontanare lo stress. Queste attività vengono eseguite inconsciamente in situazioni di forte stress emotivo e alleviano, in parte, le conseguenze dell’ansia. In particolare, il bruxismo è considerato un “meccanismo di rilascio” ed è strettamente collegato alla produzione di dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione delle emozioni in situazioni di disagio o ansia, liberato dal cervello in caso di stress.

L’ansia mette in pericolo la salute dei denti

I soggetti più ansiosi erano molto più inclini a eseguire movimenti parafunzionali con la mandibola. Tendevano infatti a mangiarsi le unghie oppure far oscillare leggermente la mandibola da una parte all’altra senza fare contatto tra le arcate dentali. Negli degli ansiosi è stata osservata anche l’abitudine a digrignare i denti da svegli. Queste cattive abitudini anti-stress determinano una peggiore salute del cavo orale. È stata osservata un’usura piuttosto avanzata dello smalto dei denti nelle persone che soffrono di particolari fobie.

I farmaci non causano il bruxismo

In opposizione a quanto asserivano alcune ricerche del passato, è stato oggi dimostrato che l’uso difarmaci antidepressivi non è associato al bruxismo. Piuttosto, l’interazione con le altre persone sembra essere un fattore scatenante del bruxismo nei soggetti socialmente ansiosi», spiega il coordinatore dello studio. Trattando in maniera mirata l’ansia sociale, dunque, si potrebbe essere in grado di trattare anche il bruxismo.
Fonte: ok-salute.it