Alzheimer e salute orale

I batteri presenti nella bocca possono viaggiare nel corpo e arrivare al cervello, producendo tossine legate alla malattia di Alzheimer. Ma piccole molecole in via di sperimentazione riescono a ridurne la presenza, contribuendo a preservare le capacità cognitive. A illustrare il meccanismo di questa ‘migrazione’ e il possibile modo di contrastarlo, è stata una ricerca statunitense.

Un batterio orale legato all’Alzheimer

Nel mirino dei ricercatori il batterio Porphyromonas gingivalis, coinvolto nella parodontite, l’infiammazione grave e cronica delle gengive. In alcuni studi precedenti questo batterio era stato già trovato in campioni di cervello di malati di Alzheimer. Tuttavia, gli studiosi non avevano ancora identificato una relazione di causa-effetto. Questo batterio inizia a infiltrarsi nelle gengive durante l’adolescenza e circa il 20% dei giovani adulti ne presenta bassi livelli in bocca. Non è dannoso in tutte le persone, ma se cresce in modo incontrollato può portare il sistema immunitario a scatenare infiammazioni, causando rossore, gonfiore, sanguinamento ed erosione del tessuto gengivale.
Questo studio, pubblicato di recente su Science Advanced ha confrontato il tessuto cerebrale di 100 individui con e senza Alzheimer. I ricercatori hanno quindi osservato che il batterio P. gingivalis era più comune nei campioni prelevati dai malati di Alzheimer, come evidenziato dall’impronta del DNA del batterio e dalla presenza delle sue tossine chiave, note come gingipain.

La molecola blocca il viaggio dei batteri dalle gengive al cervello

Negli esperimenti di laboratorio si è visto che il batterio può ‘infiltrarsi’ nelle microlesioni della bocca, spostarsi attraverso il sangue e arrivare al cervello, dove la sua presenza è associata a un aumento della produzione di beta-amiloide. Tuttavia, questa migrazione può essere bloccata da alcuni farmaci che prendono di mira le tossine gingipain. Si tratta di molecole ancora in fase di sperimentazione, infatti, sono state somministrate ai topi e hanno ridotto la presenza del batterio nel cervello.

La salute orale può aiutare anche contro l’Alzheimer

Negli ultimi anni si stanno avendo sempre più conferme scientifiche del collegamento tra la salute della bocca e patologie come diabete, malattie cardiovascolari e artrite reumatoide. Un settore interessante di ricerca si sta sviluppando per indagare il collegamento anche con le demenze. Le nuove scoperte sottolineano l’importanza di una buona igiene orale, utile a prevenire la crescita incontrollata di questo batterio e la sua migrazione, con le possibili conseguenze collegate.
Fonte: ansa.it